
giovedì 4 ottobre 2007
venerdì 28 settembre 2007
LONG WALK HOME
Ho camminato come un matto su e giu' per Manatthan, la metro la usavo solo come mezzo per rincasare alla sera. E' troppo bello anche il semplice camminare a caso per le strade di questa citta', con i grattacieli che ti avvolgono e lo slalom tra le persone che affollano le strade. Ho passeggiato per l'immenso Central Park, mangiando hot dog presi dai mitici baracchini ambulanti parcheggiati ad ogni angolo, e mi sono gettato nel caotico traffico di Time Square per poi raggiungere, attraverso il pittoresco Greenwich Village, le sponde dell'Hudson seduto a contemplare Brooklyn e il suo mitico ponte. Avrei voluto avere piu' giorni, c'erano un sacco di cose da fare o vedere: un solo museo, il MOMA, mi ha davvero entusiasmato, ma ce ne sarebbero stati altri 3 o 4 di musei da visitare.
Che dire poi del New Jersey, terra natia del mito Bruce, dove sarei voluto andare in pellegrinaggio sotto le precise indicazioni via sms del mio fratellone...non c'era il tempo, ma in compenso ho dormito per strada giovedi notte assicurandomi cosi un posto in 3a fila per lo spettacolo gratuito del Boss al Rockfeller Center Plaza. Una figata, tra l'altro ha pure suonato My Hometown...Bruce, New York, l'alba...insomma, davvero una grande emozione!!
(Per il video dello spettacolo:
http://tv.repubblica.it/multimedia/home/1178758?ref=hpmm
dove tra il minuto 1.03 e il min 1.06 mi si vede chiaramente!!!)
Domani provo a fare visita alla mia casa natia, a Flushing, nel Queens, ma non so se avro' tempo. L'aereo mi aspetta alle 17.30 e, come in ogni grande citta', ci vuole un po' per raggiungere l'aereoporto. Come spesso mi e' capitato durante questo giro del mondo, parto con un sacco di bei ricordi e con un sacco di ragioni per tornare...
Sono quindi giunto alla fine di questo lungo viaggio, spero che le descrizioni dei posti e delle emozioni che abbiamo vissuto vi abbiano reso un po' partecipi delle nostre avventure, a me personalmente faceva molto piacere trovare i commenti di chi mi seguiva, soprattutto dei due Alessandro, che con le loro cazzate hanno reso forse un po' meno noioso questo blog. Soprattutto Ale Drugo, che dall'Italia ha costantemente tenuto aggiornato l'aspetto esteriore di questa pagina...cio' che vedete e' soprattutto opera sua (compresa la foto del tizio in mimetica che dorme sul divano che nn so dove l'abbia rimediata!!!).
Ecco, siamo ai saluti finali, forse scrivero' qualcosa a Londra dove ho 12 ore di attesa prima del volo per l'Italia ma non so.....
grazie a tutti ancora,
"STAY HUNGRY, STAY ALIVE"
martedì 25 settembre 2007
NEW YORK, 17 ANNI DOPO....
Il mio soggiorno a Boston si e' concluso ieri. La citta' ormai la conoscevo a memoria e con i ragazzi dell'ostello si era creato un bel gruppo. Abbiiamo visitato musei e altri posti durante il giorno mentre la sera era dedicata a trovare i locali dove la birra veniva venduta al prezzo piu' economico. Una sera abbiamo trovato un posto dove, una volta pagato l'ingresso, ti potevi comprare la birra a 1,5$ a bottiglia...si e' brindato abbastanza quella sera.Come vi dicevo ieri ho salutato i miei amici dell'ostello e dopo aver scambiato le rispettive e-mail (praticamente ho un elenco telefonico di indirizzi...) ho preso l'aautobus di una economicissima linea cinese con destinazione New York City. 4 ore di viaggio con una sosta in mezzo, un incidente sfiorato per un pelo all'ingresso della Grande Mela, alla fine sono stato sbarcato nel cuore di Chinatown. Qui ho realizzato di aver commesso un errore nel non procurarmi alcuna piantina di NY, tantomeno della metro...per fortuna in mio soccorso e' apparso un piccolo uomo, uno gnomo, di origini cinesi (ha detto di essermi stato mandato da via Calfura...) che mi ha gentilmente aiutato a prendere confidenza con la metro e a trovare la strada per raggiungere Angela, la mia cugina americana che vive qui con suo marito e la sua mitica figlia di 6 mesi, Camilla. Erano 17 anni che non mettevo piede nella mia citta' natale e ora che ci penso credo proprio che sia stata l'estate in cui conobbi il Drugo...cavolo, ne e' passato di tempo...17 anni...
Vabbe', a parte questo momento di ricordi, ora mi attende la mia ultima settimana di viaggio: la passero' in giro per NY, a vivere un po' il suo tipico caos probabilmente da un'altra prospettiva, visto che dall'ultima volta sono passati cosi tanti anni. Tutto cio' in attesa di venerdi mattina, quando al Rock Feller Center Plaza, Dio Bruce suonera' gratuitamente e presentera' il suo nuovo album "Magic". L'appuntamento con l'evento e' alle 7 di mattina, vedro' di recarmi in loco con adeguato anticipo per essera in prima linea!!!! Ora vi lascio, trovo un book store dove procurarmi una guida e poi mi tuffo nelle strade New Yorkesi...
"...When I'm out in the street, girl
Well, I never feel alone
When I'm out in the street, girl
In the crowd I feel at home
The black and whites they cruise by
And they watch us from the corner of their eye
But there ain't no doubt girl, down here
We ain't gonna take what they're handing out
When I'm out in the street
I walk the way I wanna walk
When I'm out in the street
I talk the way I wanna talk
Baby, out in the street I don't feel sad or blue
Baby, out in the street I'll be waiting for you..."
Well, I never feel alone
When I'm out in the street, girl
In the crowd I feel at home
The black and whites they cruise by
And they watch us from the corner of their eye
But there ain't no doubt girl, down here
We ain't gonna take what they're handing out
When I'm out in the street
I walk the way I wanna walk
When I'm out in the street
I talk the way I wanna talk
Baby, out in the street I don't feel sad or blue
Baby, out in the street I'll be waiting for you..."
giovedì 20 settembre 2007
RITORNO NEGLI STATES
Grazie ai 10 minuti gentilmente offerti dal gestore dell'ostello (soprannominato "L'uomo senza collo" perche' in effetti non ce l'ha...) provo a raccontarvi un po' del mio ritorno negli USA. Dunque, mi sono sparato 7 ore di macchina e 3 sul traghetto da Digby a Saint John e verso le 22.30 di martedi sono arrivato a casa della Marlis, l'amica di mia mamma che mi aveva gia' ospitato quando stavo andando in Canada.Al confine americano mi hanno dicretamente rotto le palle facendomi una marea di domande idiote su cosa avevo fatto in Thailandia, Singapore etc...alla fine pero' tutto ok.
Mercpledi ho riconsegnato il mezzo, sul conta chilometri era scritta una cifra in miglia: 1304,8 miglia, percorse in una settimana...non male direi!! Sono cosi tornato a viaggiare in autobus, e come vi ho gia' detto, ora sono a Boston. Dovro' comunque cercarmi una sistemazione per sabato e domanica notte perche' a quanto pare qui e' tutto prenotato, anche se l'uomo senza collo secondo me nasconde qualcosa (oltre al collo ovviamente)...sul sito internet era scritto che l'ostello costava 30$ a notte, io ne ho pagati 40 la prima e 35 per le due successive....un po' strano...Oggi sono stato in giro con i miei due compagni di stanza, un australiano e un messicano e sta sera per cena ci spariamo la mitica zuppa tipica di Boston, la New England Clam Chowder. Poi come al solito qualche birretta qua e la'...SALUTE!!!
mercoledì 19 settembre 2007
IN GIRO PER LA NOVA SCOTIA
Ad ogni modo, vi racconto il mio giro in Nova Scotia. Dopo aver salutato gli amici dell'ostello mi sono fatto un po' di costa a sud di Halifax e mi sono fermato a Lunenbourg, un paese che era segnato nella guida ma che alla fine non era nulla di speciale. Poi mi sono lanciato sulla strada, tagliando la penisola da est a ovest in direzione di Digby. Da qui mi sono diretto a sud, lungo il Digby Neck, una sottile striscia di terra che termina con 2 isole, Long Island e Brier Island. La mia meta era proprio quest'ultima ma ci sono arrivato verso le 20 perche' c'erano 2 traghetti da prendere per arrivarci e questo ti fa perdere un po' di tempo.
La sorpresa e' stato il io ingresso all'ostello. Cazzo sembrava uno chalet di montagna, tutto pulitissimo e con alcuni degli ospiti intenti a preparare la cena.
Sveglia puntata alle 6.30, quando mi sono svegliato sono andato a fare una passeggiata lungo la costa, e qui e' stato eccezionale. Camminando lungo la strada con un pescatore e il suo terranova mi sono ritrovato immerso nella nebbia con pescherecci che uscivano lentamente dealla baia per andare a tirare su le reti. Starei ancora un po' a descrivervi il paesaggio, ma il tizio dell'ostello si e' svegliato e mi ha detto che il tempo e' scaduto....quindi ciao!!!
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domenica 16 settembre 2007
2193, GOTTINGEN STREET, HALIFAX
e altra gente da varie parti dell'Europa, e percio' mi sono ritrovato coinvolto nei loro progetti quotidiani. Tra l'altro era pure il week wnd e passarlo ad Halifax devo dire che e' stata una scelta azzeccata! Questo ostello e' veramente mitico, anche la gente che lo frequenta sembra quasi piu' amichevole di quella incontrata in Giappone o alle Hawaii.
Oggi comunque insieme ad altri due ragazzi (Svizzera e Scozia) e una ragazza (Canada) siamo andati ad esplorare un po' della costa a sud della citta'. Cosi ci siamo ritrovati in paesi da 40 abitanti in mezzo a fari e scogliere spettacolari con le onde dell'Atlantico che vi si infrangevano contro.
Oggi comunque insieme ad altri due ragazzi (Svizzera e Scozia) e una ragazza (Canada) siamo andati ad esplorare un po' della costa a sud della citta'. Cosi ci siamo ritrovati in paesi da 40 abitanti in mezzo a fari e scogliere spettacolari con le onde dell'Atlantico che vi si infrangevano contro.
Per concludere bene la giornata, tramonto della madonna a Peggy's Cove, paese famoso, da sempre, per il faro che svetta sulla costa e da dieci anni per il memoriale costruito a riva in ricordo dell'incidente aereo della Swiss Air dovo sono morte una roba come 220 persone...A parte questi tristi dettagli, lo spettacolo del sole che spariva dietro le onde e' stato veramente bello, tanto che avro' fatto una roba come 40 foto che saranno praticamente tutte uguali: sole e onde, onde e sole!!!
Il mio soggiorno qui ad Halifax e' comunque giunto al termine, domani mattina si parte alla volta di Digby, sulla costa occidentale della Nova Scotia e comincia cosi il mio lento riavvicinamento a New York, dove il 29 mi aspetta il mio aereo di ritorno...ma c'e' ancora un po' di tempo prima di quel giorno!! NOTTE!!
Il mio soggiorno qui ad Halifax e' comunque giunto al termine, domani mattina si parte alla volta di Digby, sulla costa occidentale della Nova Scotia e comincia cosi il mio lento riavvicinamento a New York, dove il 29 mi aspetta il mio aereo di ritorno...ma c'e' ancora un po' di tempo prima di quel giorno!! NOTTE!!
sabato 15 settembre 2007
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venerdì 14 settembre 2007
"IO NON TI TEMO, HALIFAX" (Cit.)
L'altra localita' visitata invece era veramente spettacolare. Si chiama Hopewell Rocks. In sostanza nella baia di Foundy c'e' una marea della modonna (fino a 15 metri) e quindi quando questa e' al minimo dalla spiaggia vengono fuori delle formazioni rocciose spettacolari che durante l'alta marea appaiono come semplici isolotti vicino alla costa. In pratica con la bassa marea ti trovi a passeggiare in mezzo a colonne di roccia con in cima gli alberi...assurdo.
Ora sono ad Halifax, in un ostello della gioventu', 20 dollari canadesi a notte. Ho conosciuto i miei 2 compagni di stanza, un australiano e uno scozzese, e tra poco andiamo a berci qualche birra giu' a downtown. Vediamo come porocede...NOTTE!
mercoledì 12 settembre 2007
CANADA (MADE IN ITALY)
Alla fine tutti i miei programmi sono andati in fumo...anzi "in pioggia"!!!Allora, il mio programma era acquisto indumenti invrnali, bus fino a Bangor, Auto a noleggio fino in Canada.
E' finita cosi: in autobus fino ad un centro commerciale per fare sti benedetti acquisti, A PIEDI per circa 2 ml e mezza per recarsi ad altro centro commerciale piu' economico (nel primo sembrava di essere da Gucci!!!). Fatti gli acquisti (giacca invernale e scarpe 50$ per tutto), sono dovuto tornare a recuperare le borse in albergo e ormai era troppo tardi per andare in bus fino a Bango e da li fino in Canada. Ho optato per il noleggio in loco del mezzo con il quale mi sono recato nel Brunswick, 40 km a nord di Portland, dove presso un'amica di famiglia, ho potuto trovare un pasto caldo ed una sistemazione per la notte.
Ora, cioe' mercoledi (credo), vi sto scrivendo da Saint John, New Brunswick, Canada. Il modo in cui ho trovato da dormire ha dell'incredibile. In sostanza arrivato alla perferia di questa citta' canadese, mi sono fermato ad uno dei punti per informazioni turistiche lungo l'autostrada. Qui ho chiesto se potevano gentilmente trovarmi una sistemazione economica per la notte ma non si riusciva a trovare nessun posto. Solo uno dei numeri chiamati non rispondeva, cosi ho preso la macchina e mi sono recato li personalmente.
Mentre parlavo con la responsabile, questa mi ha chiesto da dove venivo, e alla mia risposta "Dall'Italia!!" ha fatto un salto e mi ha subito accompagnato in una stanza li accanto dove c'erano due italiani. Beh, e' stato l'inizio della fine: presentazioni (si chiamano Giovanni e Antonio, uno abruzzese e uno calabrese, sono due 45enni emigrati a Montreal 20 anni fa e ora impegnati in un'impresa edilizia), convenevoli, e poi giu' di vino, birra, pasta fatta in casa e poi ancora birra e alcool. Il tutto in compagnia della responsabile del motel, di 2 sue amiche e di un collega di lavoro dei 2 italiani. Alla fine, essendo entrato a far parte dela grande famiglia italo-canadese, e siccome teoricamente nemmeno in questo motel c'era posto, mi e' stata affittata la stanza del padre della responsabile per 25 dollari (canadesi) a notte!!!!
Pazzesco, da in mezzo alla strada o in un hotel iper costoso, mi sono ritrovato a passare la serata con gente piu' o meno del posto e a dormire dietro la reception di un motel!!! Ora vado a dormirre, domani mattina vado a fare visita al cantiere dove lavorano come responsabili i miei due nuovi amici (magari non c'e' nulla di interessante, ma ci tenevano tanto e non potevo rifiutare), il pomeriggio lo passero' a spasso per Saint John e la sera invece sono stato invitato a cenare al ristorante per una cena di lavoro coi due italiani e i loro capi...mi hanno detto che dovro' fingermi un loro cugino italiano che e' venuto a trovarli!!! Due folli....ma benefattori!!!
AVANTI SAVOIA!!!!!!
lunedì 10 settembre 2007
THE LONG GOODBYE
Atterati a Providence, preso due autobus, eccoci finalmente alla South Station di Boston. In questa citta' siamo ospiti di un'amica giapponese di Antonio, Akiko, che i primi di agosto era passata per Paodva con una sua amica durante una suo giro per l'Europa.Domenica mattina ho finalmente potuto fare un po' di lavanderia, l'ultima l'avevamo fatta ad Osaka ed ero un po' a corto di vestiti. Poi in giro per il centro della citta', molto piu' tranquilla di molte metropoli americane, forse proprio per essere la cittta' piu' europea di tutti gli USA.
Il tempo e' passato in fretta, tra una clam chowder e una cena italiana a Little Italy (tra l'altro niente male e stranamente a buon prezzo!!!).
Un giorno e mezzo passati in fretta dicevo. Poi lunedi mattina arriva il gran momento: dopo tre contineti attraversati assieme (Europa, Asia e America del Nord), due oceani sorvolati (Indiano e Pacifico) e un sacco di vicende passate assieme, per me e Antonio giunge il momento di salutarci. E' strano ritrovarsi cosi, di punto in bianco, da soli dopo piu' di un mese in compagnia...
La sua destinazione e' Hartford, nel Connecticut, per poi trascorrere 2 giorni a New York e quindi fare ritorno a casa. Per quel che riguarda me, i miei progetti non sono ancora ben definiti. Teoricamente dovevo dirigermi a Brunswick, nel Maine, ma problemi tecnici mi hanno portato a Portland, sempre nel Maine, da cui vi sto scrivendo ora. Portland e' una piccola citta', o almeno cosi mi sembra da quello che ho visto. E' praticamente una serie infinita di moli, con relativi pescherecci e navi da crociera che salpano. Per cena (a dire il vero erano le 18.30 ma era dalle 10 di sta mattina che non mangiavo...) mi sono sparato un piatto di fish&chips in un locale sul vecchio molo, consumando la cena su un bancone all'aperto che guardava dritto verso la baia e i pescherecci ormeggiati. Bellissima cornice, solo che fa un po freddino (13 gradi!!) e la cosa piu' pesante che ho e' un maglione...per questa ragione domani devo per forza fare un salto al centro commerciale qui vicino per cercare una giacca autunnale e magari un paio di scarpe antipioggia visto che le mie hanno i buchi e prosciugano letteralmente le pozzanghere.
Purtroppo non sono riuscito a mantenere il costo degli alloggi basso visto che qui gli hotel sembrano non costare meno di 80$. Comunque, per fortuna, si tratta solo di una notte. Domani dovrei raggiungere in autobus Bangor, a nord del Maine, e li' nolleggiare un'auto con la quale sconfinare nel Canada sud-orientale. Ma questa e' un'altra storia, ora vi saluto e vado in camera a godermi 10 ore di sonno nel lettone da 80 micragnosi dollari!!!!
REPORTAGE DA SEATTLE
Scusate la lunga pausa...siamo ancora vivi, ma ci sono difficolta' a trovare internet caffe' qui negli States, o meglio si trovano ma hanno tutti il wire-less e ognuno usa il proprio portatile...Comunque, a Seattle ce la siamo apssata bene, il tempo e' stato incredibilmente soleggiato e vi assicuro che in questa citta' 3 giorni di sole continuo sono un evento!Rem ci ha portato a spasso nei pomeriggi di giovedi e venerdi, dopo che finiva di lavorare al consolato canadese.
Quando siamo arrivati a Seattle non sapevamo molto della storia della citta' e credavamo di trovarci nella classica metropoli di frontiera senza storie da raccontare. Invece ci sbagliavamo di grosso!! Abbamo infatti scoperto che questa citta' ha avuto un passato veramente burrascoso.
Quando la citta' stava lentamente crescendo il suo problema principale era la marea: questa non dava problemi quando era al minimo ma quando saliva spingeva a tutta forza l'acqua della fognatura su per i tubi e spesso la tazza del bagno si trasformava in un simpatico gyser domestico che restituiva al "mittente" tutto il contenuto delle tubature!!!
La marea inoltre creava enormi e profonde pozzanghere con relativi problemi per carrozze, cavalli ed esseri umani (un bambino annego' in una pozzanghera lunga 7m e profonda 3!!!).
Un incendio poi rase completamente al sulo la citta' nel 1800 e la cosa pazzesca e' che l'incendio fu l'occasione per ricostruire la metropoli cercando di risolvere tutti i problemi connessi alterritorio prima trascurati. Questi buoni propositi pero' dovettero fare i conti con il desiderio di ricchezza che dominava i governati locali (siamo tra l'altro in piena corsa dell'oro e lo Yukon e' a quache centinaio di km da qui). Il risultato fu incredibile: le starde furono ricostruite alcuni metri sopra il livello precedemte, i marciapide invece, per non perdere il piano terra (un piano in meno= meno profitti...) di ogni edificio, furono matenuti allo stesso livello di prima. In sostanza per attraversare la strada si doveno salire delle scale a pioli, camminare sulla strada, per poi scendere dall'altra parte sempre tramite scale a pioli.
La cosa non duro' tanto (se un piccione appoggiato su un davanzale puo' risultare fastidioso immaginatevi cosa deve essere un cavallo a 11 metri sopra la testa!!!!), e oggi viene organizzato un tour, l'underground tour appunto, che ti porta sotto terra lungo quelli che una volta erano i marciapiede cittadini.
L'ultima sera (venerdi), siamo stati con degli amici di Rem a fare un barbeque sulla spiaggia e poi a bere birre in giro per la citta'. Insomma, in un modo o nell'altro siamo riusciti a tirare fino alle 4 del mattino di sabato, ora in cui abbiamo tirato su i nostri bagagli e ci siamo diretti via taxi all'aereoporto per prendere il nostro simpatico volo mattutino Seattle-Las Vegas-Providence e raggiungere cosi la East Coast. Un viaggio da paura, morti di sonno, con cambio intermedio, sono comunque riuscito a dare un occhio fuori dall'oblo' quando stavamo sorvolando il Nevada e la Death Valley. Lo spettacolo valeva veramente lo sforzo di tenere gli occhi aperti, poi pero' la stanchezza ha prevalso e solamente il rumore del carrello che toccava la pista ci ha risvegliato: welcome to Providence (Boston).
mercoledì 5 settembre 2007
CAMBIO DI CLIMA
Con un volo di 7h abbiamo lasciato alle spalle il secondo dei tre oceani che abbiamo in programma di sorvolare e, facendo scalo ad Oakland, siamo giunti all'aereoporto di Tacoma, nei pressi di Seattle dove dovremmo incontrare un altro amico di Titti che trascorse con lui quel famoso anno in Giappone. Rem e' un ragazzo canadese che sta facendo a Seattle un intership presso il consolato del Canada ma non lo abbiamo ancora incontrato, e' dovuto tornare in Madrepatria a rinnovarsi il permesso di soggiorno e dovremmo incontrarlo sta sera o domani...Nell'attesa ci siamo fatti un giro per la citta' nella zona portuale. Seattle mi ricorda un po' San Francisco con un tocco di Boston, ma forse perche' fino ad ora abbiamo visto solo la zona portuale.
Quello che ci ha piu' impressionato e' stato invece il clima. Oggi siamo stati fortunati a trovare il sole e, comunque, non appena ti trovavi all'ombra la temperatura scendeva clamorosamente. Attualmente sono in bermuda ma con il maglione, e sono solo le 19.30. 24 ore fa, alle Hawaii, mi stavo guardando il tramonto a torso nudo e si stava una meraviglia...Insomma, dal clima caldo umido dell'Asia siamo passati a quello decisamente piu' piacevole delle Hawaii nel mezzo del Pacifico e siamo infine giunti a quello piu' "rigido", anche se per ora tollerabile, nel Nord America/Canada.
A presto per i racconti di questa citta'!!!
martedì 4 settembre 2007
A SPASSO CON JACK
Ultime ore qui alle Hawaii, tra poco piu' di 24 ore saremo su un aereo per Seattle.
Partita Thais ci siamo fatti un programma giornaliero per riuscire a visitare il piu' possibile di quest'isola. Sabato pomeriggio siamo stati ad Hanauma Bay, una baia meravigliosa che si e' formata dopo l'esplosione di un piccolo vulcano secoli fa. La particolarita' di questa baia e' che c'e' una bellissima barriera corallina che si puo' facilmente visitare con maschera e pinne. A meno di 5 metri dalla riva ti trovi davanti la tipica fauna e flora ittica di queste isole tra cui il mitico pesce chiamato "Humuhumunukunukuapu'a".
Domenica invece l'abbiamo dedicata alla visita di Pearl Harbor, la celebre base navale il cui bombardamento da parte della flotta giapponese il 7 dicembre 1941 porto' gli Stati Uniti a prendere parte in maniera attiva alla Seconda Guerra Mondiale. Qui si trova anche l'Arizona Memorial, una specie di sacrario sull'acqua edificato proprio sopra il relitto dell'omonima nave da guerra affondata dai giapponesi e che si puo' facilmente vedere appena sotto il pelo dell'acqua dato che il fondale e' piuttosto basso.
E' stato divertente osservare le espressioni sul viso dei turisti provenienti dal Giappone. Durante le varie spiegazioni dell'accaduto durante il tour nella baia veniva piu' volte ripetuto che quello dei giapponesi era stato un attaccoignobile e senza alcun preavviso. Questo potra' anche essere vero, ma anni pi tardi gli ignobili aggressori si sono beccati ben due atomiche a casa loro e di questo genocidio non e' che se ne parlasse molto nei filmati....vabbe'...
Per finire oggi, lunedi, siamo stati a fare il tour organizzato dall'ostello in cui alloggiamo. E' stato qualcosa di meraviglioso, con Jack, la nostra guida, io, Antonio e altri 8 ragazzi siamo stati scarrozzati per tutta l'isola, visitando posti incredibili, con una spiegazione della cultura e delle caratteristiche della popolazione locale che ci ha lasciato veramente sbalorditi!! Ci sono state prefino impartite lezioni di botanica, durante le quali assaggiavamo i frutti direttamente dalle piante su cui crescevano: mango, guava, ananas solo per citarne alcuni, il tutto accompagnato dalla professionalita' e dalla simpatia di Jack, un uomo sulla sessantina originario del Connecticut, che si e' trasferito qui 30 anni fa.
Come gran finale poi, tramonto spettacolare a North Shore, mitica spiaggia di surfisti dove nei mesi invernali si tengono le piu' importanti competizioni di questo sport in una cornice da favola...sembrava di essere sul set di "Un Mercoledi da Leoni"!!!!
Sta sera ultima birra qui alle Hawaii in compagnia di alcuni dei ragazzi conosciuti nel tour di oggi, poi.......poi basta, domani si parte....
.............ci mancherai Oahu, MAHALO,ALOHA!!!!!!!!
Partita Thais ci siamo fatti un programma giornaliero per riuscire a visitare il piu' possibile di quest'isola. Sabato pomeriggio siamo stati ad Hanauma Bay, una baia meravigliosa che si e' formata dopo l'esplosione di un piccolo vulcano secoli fa. La particolarita' di questa baia e' che c'e' una bellissima barriera corallina che si puo' facilmente visitare con maschera e pinne. A meno di 5 metri dalla riva ti trovi davanti la tipica fauna e flora ittica di queste isole tra cui il mitico pesce chiamato "Humuhumunukunukuapu'a".
Domenica invece l'abbiamo dedicata alla visita di Pearl Harbor, la celebre base navale il cui bombardamento da parte della flotta giapponese il 7 dicembre 1941 porto' gli Stati Uniti a prendere parte in maniera attiva alla Seconda Guerra Mondiale. Qui si trova anche l'Arizona Memorial, una specie di sacrario sull'acqua edificato proprio sopra il relitto dell'omonima nave da guerra affondata dai giapponesi e che si puo' facilmente vedere appena sotto il pelo dell'acqua dato che il fondale e' piuttosto basso.
E' stato divertente osservare le espressioni sul viso dei turisti provenienti dal Giappone. Durante le varie spiegazioni dell'accaduto durante il tour nella baia veniva piu' volte ripetuto che quello dei giapponesi era stato un attaccoignobile e senza alcun preavviso. Questo potra' anche essere vero, ma anni pi tardi gli ignobili aggressori si sono beccati ben due atomiche a casa loro e di questo genocidio non e' che se ne parlasse molto nei filmati....vabbe'...
Per finire oggi, lunedi, siamo stati a fare il tour organizzato dall'ostello in cui alloggiamo. E' stato qualcosa di meraviglioso, con Jack, la nostra guida, io, Antonio e altri 8 ragazzi siamo stati scarrozzati per tutta l'isola, visitando posti incredibili, con una spiegazione della cultura e delle caratteristiche della popolazione locale che ci ha lasciato veramente sbalorditi!! Ci sono state prefino impartite lezioni di botanica, durante le quali assaggiavamo i frutti direttamente dalle piante su cui crescevano: mango, guava, ananas solo per citarne alcuni, il tutto accompagnato dalla professionalita' e dalla simpatia di Jack, un uomo sulla sessantina originario del Connecticut, che si e' trasferito qui 30 anni fa.
Come gran finale poi, tramonto spettacolare a North Shore, mitica spiaggia di surfisti dove nei mesi invernali si tengono le piu' importanti competizioni di questo sport in una cornice da favola...sembrava di essere sul set di "Un Mercoledi da Leoni"!!!!
Sta sera ultima birra qui alle Hawaii in compagnia di alcuni dei ragazzi conosciuti nel tour di oggi, poi.......poi basta, domani si parte....
.............ci mancherai Oahu, MAHALO,ALOHA!!!!!!!!
domenica 2 settembre 2007
sabato 1 settembre 2007
ALOHA FROM HAWAII (Elvis dixit)
Il tempo passa in fretta sull'isola di O'hau, siamo gia' al terzo giorno e sembra di essere arrivati oggi! Del resto in questi primi giorni di permanenza siamo stati praticamente ospiti di Thais e dei suoi genitori, che ci hanno fatto girare l'isola e portato ad assaggiare alcune prelibatezze culinarie dell'isola che da soli sicuramente non avremmo mai scoperto!!! Non smettero' mai di ripeterlo, girare un luogo con qualcuno del posto ti fa sentire veramente parte del paese che stai visitando!!
Oggi la nostra amica Thais e' partita alla volta dell'Italia, quindi ora siamo veramente in balia dell'isola e dei suoi abitanti.
Ma il problema non si pone, qui la gente e' cordialissima e nell'ostello in cui risiediamo abbiamo sempre l'oppotunita' di chiaccherare con gente che viene da ogni angolo del mondo (Giappone, Brasile, Bolivia, ecc) e che, vivendo e lavorando qui, sono un utilissima fonte di informazioni e dritte su cosa fare. E' il bello di alloggiare in un posto come questo. Condividiamo il nostro mini appartamento con altre 4 persone, e' vero, ma che tristezza passare tutto il tempo in una solitaria e arida stanza di un qualche mega hotel!!!!
Beh, alla prossima, cosi' vi si raccontera' se siamo riusciti a surfare questa celebre onda hawaiiana!!!! SALUTE!!!!!
Oggi la nostra amica Thais e' partita alla volta dell'Italia, quindi ora siamo veramente in balia dell'isola e dei suoi abitanti.
Ma il problema non si pone, qui la gente e' cordialissima e nell'ostello in cui risiediamo abbiamo sempre l'oppotunita' di chiaccherare con gente che viene da ogni angolo del mondo (Giappone, Brasile, Bolivia, ecc) e che, vivendo e lavorando qui, sono un utilissima fonte di informazioni e dritte su cosa fare. E' il bello di alloggiare in un posto come questo. Condividiamo il nostro mini appartamento con altre 4 persone, e' vero, ma che tristezza passare tutto il tempo in una solitaria e arida stanza di un qualche mega hotel!!!!
Beh, alla prossima, cosi' vi si raccontera' se siamo riusciti a surfare questa celebre onda hawaiiana!!!! SALUTE!!!!!
mercoledì 29 agosto 2007
IL GIORNO DELLA MARMOTTA
Terminata la nostra avventura giapponese spicchiamo il volo verso gli States, anche se arrivare alle Hawaii non ti fa sentire tanto in territorio americano. Questo almeno fino a quando non ti trovi ad avere a che fare con l'ufficio immigrazione statunitense! Io l'ho passata liscia in quanto in possesso di passaporto americano ma Antonio e' sparito in una stanza dell'ufficio immigrazione ed e' stato trattenuto per quasi 2 ore a rispondere a domande assurde del tipo: "Hai mai fatto parte di qualche associazione terroristica?" o "Stai importando negli USA droghe di qualsiasi genere?"...Il tutto a mia insaputa ovviamente, la qual cosa mia ha portato a chidermi dove mai potesse essere finito il mio compagno di viaggio. Alla fine tutto si e' risolto e con una risata e parecchie imprecazioni verso questi sistemi, ci siamo organizzati per raggiungere il nostro ostello, situato niente meno che a Waikiki.La mia amica hawaiana ci aveva gentilmente riservato una stanza per la notte del 29 e qui i nodi sono venuti al pettine...Partendo da Tokio alle 20 ddel 28 agosto eravamo convinti di arrivare alle Hawaii alle 8 del mattino del 29. E invece ci sbagliavamo!!! Avendo oltrepassato da ovest a est la cosiddetta "linea di cambio dell'ora" ci siamo ritovati alle Hawaii si' alle 8 del mattino, ma sempre del 28!!!! Insomma abbiamo guadaganto mezza giornata proprio come nel racconto de "Il giro del mondo in 80 giorni" che permise al proyagonista di vincere la scommessa pur essendo convinti di essere in ritardo di 24 ore!!!
Per la descrizione attendo di vedere qualcosa anche se il clima qui e' assolutamente eccezionale, caldo e ventilato, senza piu' quell'umido che ci ha perseguitato per 20 giorni in Asia!
Un saluto allora, anzi, ALHOA!!!
domenica 26 agosto 2007
A SPASSO PER TOKYO
Manca ormai meno di un giorno all`addio a Tokyo e al Giappone e un po` ci dispiace abbandonare questo paese, anche se in effetti non ci attende una destinazione proprio brutta (le isole Hawaii!!).
Sabato sera abbiamo deciso di vivere finalmente la vita notturna del Giappone che fino ad ora ci era stata preclusa dal fastidioso rientro serale alle 22 dell`ostello di Osaka.
Ci siamo recati nel quartiere Rappongi, cuore della vita notturna della capitale e dopo un po` di starda a cercare di capire quale fosse un posto carino dove trascorrere la serata abbiamo optato per l`E-Alive, locale molto di moda negli ultimi tempi qui a tokyo a detta di Nakoto, un ragazzo del posto conosciuto in coda all`ingresso e che poi ci ha pure offerto un giro...ben gentile! All`interno, sui tre piani del locale, si vedeva ogni tipo di persona, dai ragazzi coi capelli alla megaloman alle ragazze vestite in kimono (che qui e` inteso sostanzialmente come un vestito da sera elegante) fino a presunti membri della Yakuza, nota mafia locale.
La nottata e` trascorsa bene fino alle 5, poi ci siamo diretti verso la metro che riapriva e dritti verso casa per dormire 2h. Alle 10 riveglio da panico per cambiare ostello e passare ad uno piu` economico!!! Potete immaginare in che condizioni eravamo domenica!!!
Bellissima e` stata poi la visita agli Studio Gibli, museo di Myazaki, noto disegnatore e fumettista nipponico. Dentro si respirava un aria di poesia e relax indescrivibili. Un lato molto bello dei giapponesi e` che, nonostante siano quotidianamente coinvolti nella loro frenetica vita lavorativa, non perdono, o quanto meno cercano di non perdere, il loro lato infantile. E` per questo che nella metro vedi la gente, bambini, ragazzi come pure adulti o anziani, intenti a leggere un fumetto o a giocare con una console portatile, gesti che magari da noi in Europa sarebbero percepiti come forme di infantilismo e che invece qui vengono vissuti con assoluta naturalezza.
Ecco, spero di avervi fatto venire voglia di visitare questo paese perche` merita veramente. Trppo affascinante il contrasto tra cultura/tradizione e modernita`/futuro del Giappone!!
SAYONARA!!!!
Sabato sera abbiamo deciso di vivere finalmente la vita notturna del Giappone che fino ad ora ci era stata preclusa dal fastidioso rientro serale alle 22 dell`ostello di Osaka.
Ci siamo recati nel quartiere Rappongi, cuore della vita notturna della capitale e dopo un po` di starda a cercare di capire quale fosse un posto carino dove trascorrere la serata abbiamo optato per l`E-Alive, locale molto di moda negli ultimi tempi qui a tokyo a detta di Nakoto, un ragazzo del posto conosciuto in coda all`ingresso e che poi ci ha pure offerto un giro...ben gentile! All`interno, sui tre piani del locale, si vedeva ogni tipo di persona, dai ragazzi coi capelli alla megaloman alle ragazze vestite in kimono (che qui e` inteso sostanzialmente come un vestito da sera elegante) fino a presunti membri della Yakuza, nota mafia locale.
La nottata e` trascorsa bene fino alle 5, poi ci siamo diretti verso la metro che riapriva e dritti verso casa per dormire 2h. Alle 10 riveglio da panico per cambiare ostello e passare ad uno piu` economico!!! Potete immaginare in che condizioni eravamo domenica!!!
Bellissima e` stata poi la visita agli Studio Gibli, museo di Myazaki, noto disegnatore e fumettista nipponico. Dentro si respirava un aria di poesia e relax indescrivibili. Un lato molto bello dei giapponesi e` che, nonostante siano quotidianamente coinvolti nella loro frenetica vita lavorativa, non perdono, o quanto meno cercano di non perdere, il loro lato infantile. E` per questo che nella metro vedi la gente, bambini, ragazzi come pure adulti o anziani, intenti a leggere un fumetto o a giocare con una console portatile, gesti che magari da noi in Europa sarebbero percepiti come forme di infantilismo e che invece qui vengono vissuti con assoluta naturalezza.
Ecco, spero di avervi fatto venire voglia di visitare questo paese perche` merita veramente. Trppo affascinante il contrasto tra cultura/tradizione e modernita`/futuro del Giappone!!
SAYONARA!!!!
venerdì 24 agosto 2007
IL FORMICAIO TOKYO
Dopo 2h e mezza di treno e quasi 600 km percorsi, grazie allo Shinkansen, il treno ultra veloce giapponese, siamo arrivati a Tokyo. Si supponeva che durante il tragitto sulla sinistra, ad un certo punto comparisse il monte Fuji, montagna sacra per i giapponesi, ma doveva esserci parecchia foschia perche` non l`abbiamo vista...
Ad ogni modo appena scesi dal treno abbiamo dovuto relazionarci con la metro della citta` che conta appena 23 linee diverse...grazie a Titti che parla e legge giapponese ce la siamo cavata egregiamente ma non riesco ad immaginare cosa deve provare un turista che si trova davanti alla mappa della metro di Tokyo e non sappia leggere gli ideogrammi...
La prima notte decidiamo di trascorrerla in un capsula hotel. Il nom espavente un po` e anche il prezzo (4500 yen a testa), ma vi assicuro che e` un`esperienza che va fatta a tutti i costi. Amnche perche` e` vero che e` un po` caro, ma una volta dentro hai accesso ad una marea di servizio tipo: o furo (il tipico bagno giapponese che comprende un`immensa vasca a 45 gradi dove immergersi dopo essersi lavati), 2 saune atemperature diverse, sala TV con poltrone comodissime, in piu`hai in dotazione un kimono corto per la notte che alla partenza ho ovviamente infilato in valigia come souvenir!!! Da fuori sembra di vedere tante postazioni per la TAC, ma la capsula dove abbiamo dormito non e` poi cosi` stretta (magari un pelo corta per me, ma in diagonale non si stava poi male). Insomma, da provare!
Per quel che riguarda la citta`, Tokyo e` veramente fuori da ogni immaginazione. Osaka in confonto e` tranquilla. Ieri facendo un giro per Akiabara, il quartiere dell`elettronica, sembrava di essere in un film di fantascienza.
La serata invece l`abbiamo trascorsa per le starde di Shinjuku, quartiere dei divertimenti per eccellenza qui a Tokyo. Per farvi un esempio della pazzia della gente che vive qui vi dico solo che in un negozio ho trovato un vibratore a forma di Doraemon (fumetto e cartone animato anni `80 qui famosissimo) e ua valigetta di plastica che fungeva da porta banana per andare a scuola!!!! Assurdo!!
Ora scappo, abbiamo solo tre giorni da trascorrere in questo luogo di matti e ci sono troppe cose da vedere!!!
Salute!!!!!
Ad ogni modo appena scesi dal treno abbiamo dovuto relazionarci con la metro della citta` che conta appena 23 linee diverse...grazie a Titti che parla e legge giapponese ce la siamo cavata egregiamente ma non riesco ad immaginare cosa deve provare un turista che si trova davanti alla mappa della metro di Tokyo e non sappia leggere gli ideogrammi...
La prima notte decidiamo di trascorrerla in un capsula hotel. Il nom espavente un po` e anche il prezzo (4500 yen a testa), ma vi assicuro che e` un`esperienza che va fatta a tutti i costi. Amnche perche` e` vero che e` un po` caro, ma una volta dentro hai accesso ad una marea di servizio tipo: o furo (il tipico bagno giapponese che comprende un`immensa vasca a 45 gradi dove immergersi dopo essersi lavati), 2 saune atemperature diverse, sala TV con poltrone comodissime, in piu`hai in dotazione un kimono corto per la notte che alla partenza ho ovviamente infilato in valigia come souvenir!!! Da fuori sembra di vedere tante postazioni per la TAC, ma la capsula dove abbiamo dormito non e` poi cosi` stretta (magari un pelo corta per me, ma in diagonale non si stava poi male). Insomma, da provare!
Per quel che riguarda la citta`, Tokyo e` veramente fuori da ogni immaginazione. Osaka in confonto e` tranquilla. Ieri facendo un giro per Akiabara, il quartiere dell`elettronica, sembrava di essere in un film di fantascienza.
La serata invece l`abbiamo trascorsa per le starde di Shinjuku, quartiere dei divertimenti per eccellenza qui a Tokyo. Per farvi un esempio della pazzia della gente che vive qui vi dico solo che in un negozio ho trovato un vibratore a forma di Doraemon (fumetto e cartone animato anni `80 qui famosissimo) e ua valigetta di plastica che fungeva da porta banana per andare a scuola!!!! Assurdo!!
Ora scappo, abbiamo solo tre giorni da trascorrere in questo luogo di matti e ci sono troppe cose da vedere!!!
Salute!!!!!
mercoledì 22 agosto 2007
OSAKA NI KITTA IRASSHAIMASE (Benvenuti ad Osaka)
Eccoci dunque in Giappone, precisamente ad Osaka, citta` che ha ospitato Antonio per 1 anno di studio e che e` da lui sentita come una seconda casa.Appena arrivati all`aereoporto infatti la sua espressione cambia decisamente , con un sorriso perenne sul viso proprio di chi rimette piede dopo lungo tempo in una terra a lui cara.
Usciti dall`immenso aereoporto di Osaka (opera di Renzo Piano e costruito su un`isola artificiale in mezzo alla baia!!!) pigliamo il bus per raggiungere il centro dove arriviamo in un`ora, attraveso una serie di svincoli e ponti che "una serpe si spezzerebbe la schiena a seguirci".
Ci fiondiamo direttamente in un kaiten sushi, quei posti in qui piattini di sushi ti scorrono davanti e puoi prenderne a tuo piacere. Il conto lo fanno alla fine in base a numero e colore dei piattini.
Ne mangiamo 6 a testa (io prendo pure quello con il pesce volante...) e il conto non supera i 12 euro in totale per 24 pezzi di sushi!!! Una miseria se si pensa a quallo che costa in Italia.
Il nostro alloggio la troviamo a Nord della citta`, e` l`ostello della gioventu` (YMCA) che si trova nel bellissimo parco Hattori Ryokuchi. Siamo circondati da alberi e fitti boschi di bambu`, ci laviamo in un tipico bagno giapponese e l`ambiente e` accogliente, ma abbiamo il rientro alle 22 (neanche fossimo in caserma!!!), quindi fino ad ora abbiamo fatto le corse per arrivare in tempo. E` l`unico difetto di `sto posto perche` in questo modo non siamo ancora riusciti a vivere la vita notturna di Osaka.
Ieri abbiamo visitato Kyoto, ma purtoppo nel primo pomeriggio e` venuto giu` un muro d`acqua e cosi` siamo riusciti a visitare solo un tempio, il Kiomizu Dera, che comunque e` stato uno spettacolo notevole, tutto incastrato in mezzo ad un bosco sulle colline che guardano verso Kyoto, prima capitale del Giappone!! Anche lungo le strade che percorriamo per spostarci e prendere i vari bus si intravedono casette in stile tradizionale giapponese, scorci che e` ormai praticamente impossibile trovare nelle grosse citta`.
Oggi ultimo giorno qui ad Osaka, ci incontriamo per pranzo (alle 15???) con alcune ragazze che Antonio aveva conosciuto 2 anni fa e probabilmente per goderci almeno una notte in questa citta` siamo costretti a fare il dritto fino a domani mattina alle 7 quando il nostro ostello/lager riapre le porte. Vediamo come procede.....Saluti a tutti!!
domenica 19 agosto 2007
SALVE, SONO UN TIFONE, VI PRESENTO TAIPEI!
Siamo infine giunti sull isola di Taiwan, accolti dalla coda di un tifone tropicale che ci ha fatto ballare per bene nella fase dell atterraggio...Comunque alla fine siamo arrivati tutti interi, e dopo un po di ricerche abbiamo finalmente trovato un bell ostello economico ( euro a testa a notte). La serat l abbiamo trascorsa con gente di tutti i paesi, francesi, israeliani,australiani, statunitensi e ovviamente taiwanesi.Per quel che riguarda la citta si presenta molto piu incasinata di singapore pero questo le da un tocco di maggiore umanita rispetto alla nostra precedente meta, tamente pulita e cuarata da sembrare finta e distaccata. Anche la gente l abbiamo trovata piu gentile, e anche se non parlano molto l inglese, appena ci vedevano consultare la cartina disorientati, si facevano avanti loro cercando come potevano di darci una mano (anche se spesso e volentieri se avessimo seguito le loro indicazioni saremmo finiti lontano dalle nostre mete...ma erano sicuramente in biuona fede,o o almeno ci piace crederlo!). Finita l esperienza su quest isola domani si raggiunge il Giappone, prima meta Osaka!! Vi sapremo dire....AVANTI SAVOIA!!!!! PS Scusate il casino della grammatica e sintassi e l assenza di accenti ed apostrofi, ma scrivere su una tastiera con caratteri cinesi, e per giunta mezza scassata, vi assicuro che non e una facile impresa!!!!
giovedì 16 agosto 2007
SUL FILO DELL"EQUATORE
Sotto un nubifragio in perfetto stile monsone siamo decollati dalla Thailandia alla volta di Singapore. Con 1h e mezza di volo eccoci qui, in questa citta' modernissima, dove razze di ogni genere convivono quotidianamente. Cinesi, indiani, malesi, neri, bianchi, di tutto c'e' qua, con le loro usanze, le loro religioni, le loro cucine.Alloggiamo in un ostello bruttissimo, 38 dollari di Singapore i due (19 euro circa), gestito da cinesi (che sono onti!!!) e che funge da affitta camere notturno per zoccole e clienti...un bel posticino insomma (proprio mentre scrivo ho al mio fianco il gestore cinese che rutta nelle mie orecchie con assoluta tranquillita il suo pranzo).
Vabbe', a parte questo la citta e' molto bella anche se ci si accorge subito che non esiste il ceto medio: qui o sei ricco o sei uno che tira avanti. Parlo della gente del posto pero', per noi europei, grazie all'euro, la vita non e' costosissima, anche se bisogna stare sempre all'occhio.
Ieri abbiamo visitato lo Zoo di Singapore, oggi nuseo nazionale, Saluti!!!
PATONG: TRA CANARINI E PESCI ROSSI
Dopo i tre giorni passati a Bangkok siamo andati a fare un po' di mare nel sud del paese. La localita' prescelta era Phuket ma poi abbiamo ripiegato su Patong, costa occidentale, dove abbiamo incontrato Fern, una ragazza thai che Titti conobbe anni fa nella capitale.
Questa cittadina di mare e' stata negli ultimi anni bersagliata da vari eventi negativi: sars, influenza aviaria, terremoto e il celebre tsunami che qui ha veramente fatto del suo meglio. Ebbene, penso che la cosa peggiore che ha causato quest'ultima tragedia sia di aver tolto di mezzo quel poco di caratteristico che era rimasto di questa parte dlla Thailandia, per lasciare posto a Mc Donald's, Burger King e quant'altro possa essere l'immagine dell'occidente! Peccato,passeggiare tra pub inglesi che trasmettono partite di calcio o cricket invece che ritrovarsi in mezzo a bungalow e case tipiche del posto non e' esattamente la stessa cosa...
Ah, per quel quel che riguarda i canarini e i pesci rossi del titolo....beh, vi racconteremo al nostro ritorno....
Questa cittadina di mare e' stata negli ultimi anni bersagliata da vari eventi negativi: sars, influenza aviaria, terremoto e il celebre tsunami che qui ha veramente fatto del suo meglio. Ebbene, penso che la cosa peggiore che ha causato quest'ultima tragedia sia di aver tolto di mezzo quel poco di caratteristico che era rimasto di questa parte dlla Thailandia, per lasciare posto a Mc Donald's, Burger King e quant'altro possa essere l'immagine dell'occidente! Peccato,passeggiare tra pub inglesi che trasmettono partite di calcio o cricket invece che ritrovarsi in mezzo a bungalow e case tipiche del posto non e' esattamente la stessa cosa...
Ah, per quel quel che riguarda i canarini e i pesci rossi del titolo....beh, vi racconteremo al nostro ritorno....
domenica 12 agosto 2007
BANGKOK
FOTOOk, rieccoci a voi. Lunga assenza dovuta alla difficolta' di trovare il tempo per scrivere qualcosa.
Dopo 3 giorni memorabili a Bangkok ora ci troviamo nel sud della Thailandia, precisamente a Patong. Nei tre giorni trascorsi nella capitale thailandese siamo stati ospitati da Gun, un ragazzo amico di antonio che aveva conosciuto durante il suo anno di studio in giappone.
Bangkok e' una bellissima citta', purche' si riesca ad accettarne il traffico pazzesco che la contraddistngue ad ogni ora, giorno o notte che sia! Il quartiere di Chinatown poi riserva delle bellissime sorprerse, soprattutto culinarie: con 600 thai bat (15 euro circa) abbiamo mangiato crostacei di ogni sorta fino acoppiare!
Abbiamo pure passato una serata in una discoteca famosa della citta'. La gente qua ascolta la stessa musica commerciale occidentale e tra un rum e cola e l'altro ti accorgi che nonostante ci si trovi a 9000 km di distanza, i modi di divertirsi non sono poi cosi' diversi.
Sabato mattina, prima di prendere nel tardo pomeriggio l'aereo per il sud del paese, siamo stati al mercato di Bangkok. Qui puoi trovare veramete di tutto e assapori a pieno il caos tipico di un mercato orientale. Saro' sfigato io, ma le cose che cercavo (una bandiera della Thailandia da cucire sul bagaglio e una maglietta logata TUNA, fake della Puma) non sono stato capace di trovarle. Antonio ha pure cercato il negozio dove 2 anni fa aveva comprato la sua maglietta Tuna ma qui i negozi cambiano da un mese all'altro.
Beh, ora vi saluto, vado in spiaggia a rilassarmi un po', cercheremo di aggiornare il blog al piu' presto anche con qualche foto, SALUTE!!!!!
giovedì 9 agosto 2007
martedì 7 agosto 2007
ORE CONTATE
Sta sera ultimi saluti e domani mattina sveglia presto e volo Venezia-Düsseldorf h 8.35. Poi ci attendono 8 ore circa di vagabondaggio per le strade della città tedesca che probabilmente passeremo assaporando wustel e sorseggiando birra passeggiando per la Königsallee, considerata una delle più eleganti e lussuose strade d'Europa (almeno così recita il sito Wikipedia!!!).
La parola d'ordine comunque è "stancarsi", così da subire il meno possibile il salto di fusorario che ci investirà al nostro arrivo a Bangkok, previsto per le 9.30 del 9 agosto.
Che dire, l'emozione c'è e si fa sentire, con oggi abbiamo prenotato on-line tutti i biglietti aerei da Venezia a Boston; Titti probabilmente si assicurerà anche la tratta dagli Stati Uniti all'Europa sta sera stessa mentre per quel che riguarda me ci penserò più avanti, ho un paio di posti sulla costa atlantica canadese che non mi dispiacerebbe visitare...ma si parla di settembre, oggi è solo il 7 agosto, e di strada in mezzo ce n'è parecchia, meglio pensare all'immediato futuro!
sabato 4 agosto 2007
ULTIMI GIORNI
Ormai siamo agli sgoccioli, -3 giorni e poi si parte!!! Questo blog dovrebbe essere un modo per permetterci di restare in contatto con gli amici e parenti che lasciamo in Italia (o comunque alle nostre spalle) durante questo mese e mezzo di peripezie globali.In teoria ci siamo prefissati l'obbiettivo di tenerlo aggiornato il più possibile così da rendere partecipi del viaggio coloro che, ogni tanto, si porranno la domanda "Chissà dove sono e cosa stanno facendo?". Boh, speriamo di riuscire a tener fede il più possibile a questo nostro intento e che ne venga fuori qualcosa di interessante...
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