lunedì 10 settembre 2007

REPORTAGE DA SEATTLE

Scusate la lunga pausa...siamo ancora vivi, ma ci sono difficolta' a trovare internet caffe' qui negli States, o meglio si trovano ma hanno tutti il wire-less e ognuno usa il proprio portatile...Comunque, a Seattle ce la siamo apssata bene, il tempo e' stato incredibilmente soleggiato e vi assicuro che in questa citta' 3 giorni di sole continuo sono un evento!
Rem ci ha portato a spasso nei pomeriggi di giovedi e venerdi, dopo che finiva di lavorare al consolato canadese.
Quando siamo arrivati a Seattle non sapevamo molto della storia della citta' e credavamo di trovarci nella classica metropoli di frontiera senza storie da raccontare. Invece ci sbagliavamo di grosso!! Abbamo infatti scoperto che questa citta' ha avuto un passato veramente burrascoso.
Quando la citta' stava lentamente crescendo il suo problema principale era la marea: questa non dava problemi quando era al minimo ma quando saliva spingeva a tutta forza l'acqua della fognatura su per i tubi e spesso la tazza del bagno si trasformava in un simpatico gyser domestico che restituiva al "mittente" tutto il contenuto delle tubature!!!
La marea inoltre creava enormi e profonde pozzanghere con relativi problemi per carrozze, cavalli ed esseri umani (un bambino annego' in una pozzanghera lunga 7m e profonda 3!!!).
Un incendio poi rase completamente al sulo la citta' nel 1800 e la cosa pazzesca e' che l'incendio fu l'occasione per ricostruire la metropoli cercando di risolvere tutti i problemi connessi alterritorio prima trascurati. Questi buoni propositi pero' dovettero fare i conti con il desiderio di ricchezza che dominava i governati locali (siamo tra l'altro in piena corsa dell'oro e lo Yukon e' a quache centinaio di km da qui). Il risultato fu incredibile: le starde furono ricostruite alcuni metri sopra il livello precedemte, i marciapide invece, per non perdere il piano terra (un piano in meno= meno profitti...) di ogni edificio, furono matenuti allo stesso livello di prima. In sostanza per attraversare la strada si doveno salire delle scale a pioli, camminare sulla strada, per poi scendere dall'altra parte sempre tramite scale a pioli.
La cosa non duro' tanto (se un piccione appoggiato su un davanzale puo' risultare fastidioso immaginatevi cosa deve essere un cavallo a 11 metri sopra la testa!!!!), e oggi viene organizzato un tour, l'underground tour appunto, che ti porta sotto terra lungo quelli che una volta erano i marciapiede cittadini.

L'ultima sera (venerdi), siamo stati con degli amici di Rem a fare un barbeque sulla spiaggia e poi a bere birre in giro per la citta'. Insomma, in un modo o nell'altro siamo riusciti a tirare fino alle 4 del mattino di sabato, ora in cui abbiamo tirato su i nostri bagagli e ci siamo diretti via taxi all'aereoporto per prendere il nostro simpatico volo mattutino Seattle-Las Vegas-Providence e raggiungere cosi la East Coast. Un viaggio da paura, morti di sonno, con cambio intermedio, sono comunque riuscito a dare un occhio fuori dall'oblo' quando stavamo sorvolando il Nevada e la Death Valley. Lo spettacolo valeva veramente lo sforzo di tenere gli occhi aperti, poi pero' la stanchezza ha prevalso e solamente il rumore del carrello che toccava la pista ci ha risvegliato: welcome to Providence (Boston).


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